BALI – L’isola mistica in cui l’uomo convive con le divinità

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Da una decina di anni a questa parte è divenuta una delle località più in voga nel turismo internazionale. Ma perché Bali richiama ogni anno così tanti turisti da tutto il mondo? Il suo fascino deriva dal giusto mix tra natura, mondanità e misticità. La natura è lussureggiante e rigogliosa, il crescente afflusso di turisti negli anni ha portato allo sviluppo di locali e hotel sempre più occidentali, ma al di là di tutto questo l’elemento che forse attrae di più è la sacralità insita in questa isola. Qui l’uomo vive a stretto contatto con le divinità.

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La profonda devozione degli abitanti si respira ovunque sull’isola: Bali è uno dei pochi posti al mondo in cui gli uomini convivono con le divinità. Le religioni si intrecciano con le credenze popolari dando vita ad uno scenario unico al mondo. A Bali i templi e gli altari sono a migliaia, di regola ogni clan familiare deve possederne uno e quotidianamente prima dei pasti vi si reca per lasciare le offerte per ricevere la protezione e i favori di questa o di quella divinità. Le offerte consistono in piccoli cestini ricavati intrecciando foglie di bambù, contenenti un po’ di cibo come riso, frutta, biscotti, incensi profumati e fiori freschi, a volte questi vengono lasciati lungo i marciapiedi davanti alle abitazioni o sui gradini degli esercizi commerciali e alcuni sono talmente piccoli che si rischia di calpestarli. Infatti, più in generale gli spiriti, rappresentati come “dei” e “demoni”, vengono onorati un po’ ovunque con offerte di vario genere. Non capita di rado di imbattersi in grandi alberi, massi o elementi della natura che siano venerati con piccoli santuari o templi: i balinesi credono che siano abitati da spiriti invisibili di cui è importante conquistare i favori. Nei campi e nei granai viene onorata la dea del riso, a cui si fa una piccola offerta di riso prima di consumare il pasto principale della giornata.

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Un altro punto fondamentale della cultura balinese è la natura dualistica dell’universo, ossia l’idea che non possa esistere nessuna cosa senza che vi sia il suo opposto, perché solo il loro costante equilibrio le tiene entrambe in vita. Così come il giorno e la notte, la gioia e il dolore, gli “alti” e i “bassi”, i balinesi simboleggiano questo concetto nel poleng, il tipico tessuto dalla fantasia a scacchi bianchi e neri, che a Bali lo si trova un po’ dappertutto, sulle statue guardiane all’ingresso di templi e abitazioni, sugli alberi o indossato dalle persone.

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Barong e Rangda ricorrono continuamente nelle rappresentazioni, si tratta di spiriti guardiani, l’uno rappresentante l’ordine e l’armonia, l’altro il caos, che vengono periodicamente risvegliati per duettare in un combattimento atto a ristabilire l’equilibrio. Barong viene in genere rappresentato come un dragone mentre Rangda come un demone dalle zanne lunghe, gli occhi spiritati e l’intestino intrecciato sul collo. 

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Perfino l’abbigliamento tipico deriva da quelle che sono le loro usanze religiose: consiste in una tunica, il più delle volte bianca o di un colore tenue, legata in vita con una cintura di tessuto dalle tinte accese e un pareo avvolto intorno alle gambe, che può essere anche sostituito da una gonna stretta e lunga; il bianco della tunica viene in genere abbinato alle fantasie e ai colori vivaci delle gonne in modo da creare un armonioso gioco di contrasti. Il medesimo abbigliamento può essere indossato sia dalle donne che dagli uomini, con la differenza che gli abiti degli uomini sono più ampi e accompagnati da un copricapo composto da fasce di colore bianco avvolte attorno alla fronte.

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La sacralità dell’isola si respira fortemente anche nella natura, infatti le montagne e i laghi sono luoghi di fortissima spiritualità: si pensa infatti che vi risiedano gli spiriti degli antenati, quindi i villaggi, i templi e le case sono orientate lungo il loro asse con il mare. Tanto più il monte è alto o il lago ampio e maggiore è la sua sacralità; tanto più un tempio sorge vicino ad uno di questi elementi, tanto maggiore è il ruolo che riveste per gli abitanti dell’isola. Il Gunung Agung con i suoi 3014 m è il vulcano più alto dell’isola ed è considerato il più sacro: la disposizione di molti villaggi dell’isola segue il suo orientamento e benché sia il meno attivo, con la sua ultima eruzione a fine 2017 ha tenuto il mondo con il fiato sospeso e ha profondamente scosso gli animi degli abitanti dell’isola.

 

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Bali è un’isola all’avanguardia su tutte le ultime tendenze internazionali, si è lasciata tentare dalla possibilità di arricchirsi rapidamente grazie al turismo, ma ha anche saputo mantenere intatto il suo spirito fortemente improntato al culto delle divinità. Il suo animo zen la rende non a caso una delle mete top scelte dagli appassionati di yoga. Molto più spesso i turisti si spingono fin qui per riscoprire se stessi e tornare alle origini, dimenticando i vizi e la frenesia delle loro vite. Un viaggio a Bali di sicuro non lascia indifferenti e vi farà tornare alla vostra quotidianità con una nuova consapevolezza: la natura ci parla, noi siamo tutt’uno con essa e non possiamo prescindere da essa, dobbiamo solo saperla ascoltare e imparare a rispettarla.

A presto

Inside-360

 

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