NUOVA CALEDONIA – Nouméa, cosa vedere e cosa fare (anche con la pioggia)

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Capitale e porta d’accesso alla Nuova Caledonia, Nouméa è una cittadina che ha molto da offrire; la maggior parte dei viaggiatori in arrivo comincia la propria esplorazione da qui…d’altronde dopo un più o meno lungo viaggio si ha voglia di sgranchirsi un po’ prima di spostarsi nuovamente. Una sosta di 4 o 5 giorni può essere sufficiente per prendere confidenza con questa nuova terra, con il suo passato pre-coloniale, con la sua cultura, con i suoi abitanti. Andiamo a scoprire insieme quelle che sono le principali attrazioni di Nouméa e dintorni, vi segnaleremo anche quelle che possono essere fatte in caso di condizioni meteo avverse perché, come avrete già indovinato, non potevamo farci mancare la pioggia nella stagione secca! Quando questo spiacevole inconveniente si verifica si è costretti a spostarsi dalla vacanza di mare a quella culturale, ma siamo abbastanza sicuri che se siete arrivati fin qui non lo abbiate fatto soltanto per il mare…o no?

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Baie de l’Anse Vata (Baia dell’Anse Vata)

E’ la parte più turistica della città e si trova a sud, leggermente decentrata rispetto al centro di Nouméa. E’ caratterizzata da hotel, ristoranti, localini, negozietti, agenzie e servizi indirizzati ai turisti, troverete anche un ufficio turistico (a cui ci siamo rivolti più e più volte, con un personale molto disponibile). Il motivo per cui il turismo si è sviluppato in questa parte della città è legato all’ampia baia, in cui si trova la spiaggia più bella della città, dove il mare assume dei colori incantevoli. Tuttavia è anche la parte più esposta ai venti e con i 22°C di agosto potrebbe farvi venire qualche ripensamento sull’utilità del costume che state indossando sotto la felpa…ma non preoccupatevi, perché questo non significa che non possiate fare il mare a Nouméa, semplicemente basta spostarsi e trovare baie più riparate, come quella dei Limoni, o spiagge ai piedi di qualche palazzone, come quella dello Chateau Royal (che si trova ad una estremità dell’Anse Vata). Se invece siete amanti degli sport in cui il vento è protagonista allora siete nel posto giusto! Lungo la strada che costeggia la spiaggia si incontra sempre qualche furgoncino delle scuole di windsurf, kitesurf e sport acquatici o delle agenzie di noleggio delle attrezzature. Infine la baia dell’Anse Vata è il punto di attracco dei taxi boat che con brevi traversate conducono alle isole minori della laguna (che si trovano esattamente lì di fronte e a portata di vista, di cui vi parleremo a breve). La baia dell’Anse Vata è collegata al centro città da diverse linee di autobus, tuttavia se siete camminatori incalliti il tragitto di circa 4 km può essere percorso anche a piedi.

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Baie des Citrons (Baia dei Limoni)

Una bella baia limitrofa all’Anse Vata, riparata dai venti, con un mare calmo: è stata la nostra spiaggetta di backup, dove trovare riparo quando sull’Anse Vata i venti forti impedivano perfino di mettersi in costume. C’è da dire che il mare è leggermente meno bello rispetto all’Anse Vata (il fondale è un po’ più scuro quindi si noteranno meno le sfumature di azzurro), ma salvo allarmi o divieti di balneazione temporanei qui potrete fare il bagno anche in inverno. La spiaggia è spaziosa e sul tratto di lungomare alle sue spalle sorgono tutta una serie di hotel e localini alla moda dove bere e mangiare.

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Île aux Canard (Isola delle Anatre)

A dispetto del suo nome, qui non troverete nessuna anatra. L’isola è molto piccola e il suo territorio è prevalentemente occupato da un bar/ristorante e dagli ombrelloni dello stabilimento balneare (siamo riusciti a piazzare i nostri asciugamani sulla riva solo perché capitavamo in un momento di bassa marea). Vale comunque la pena fare una visita per vari motivi:

  • la spiaggia che guarda verso l’Anse Vata è completamente riparata dai venti, potreste venire qui a fare la vostra giornata di mare quando sulla terraferma non è possibile o soltanto per una breve tappa di poche ore;
  • il percorso sottomarino da fare con maschera e pinne è patrimonio UNESCO: lo staff vi indicherà in quale punto entrare in acqua e il percorso da seguire attraverso la barriera corallina è segnalato;
  • l’isola è un vero e proprio museo a cielo aperto che potrete scoprire passeggiando: in totale armonia con l’ambiente circostante, l’isola ospita una collezione di 100 opere contemporanee di artisti locali e del Sud del Pacifico, realizzate in differenti materiali e raffiguranti soggetti ispirati all’uomo e alla natura.

L’isola si raggiunge in circa 5 minuti di navigazione in taxi boat dall’Anse Vata. Al momento dell’acquisto del biglietto di andata dovrete prenotare anche il ritorno e presentarvi al punto di attracco dell’imbarcazione all’orario giusto. La traversata ha un costo di 1250 XPF (circa 10 euro) a persona a/r.

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Îlot Maîtres (Isola Madre)

E’ l’isola su cui si trova un bellissimo resort con le palafitte sull’acqua e si può raggiungere con una breve navigazione (circa 15 minuti) dall’Anse Vata. Si tratta sempre di un’isola abbastanza piccola e a parte l’hotel non c’è altro, potreste venire qui per un paio d’ore o per fare un’intera giornata di mare sulle sue belle spiagge (e avrete decisamente più spazio rispetto all’Isola delle Anatre per stendere il vostro asciugamano).

Îlot du Phare Amédée (Isola del faro Amedeo)

E’ l’isola più sensazionale tra quelle che si possono visitare nei dintorni di Nouméa, ma è anche la più distante (circa un’ora di navigazione). Il modo migliore per goderla è quello di affidarsi all’escursione organizzata dalla MaryD Entrerprise, che ha praticamente l’esclusiva sulle visite, per info e prenotazioni troverete la loro agenzia sul lungomare dell’Anse Vata. L’escursione si tiene una volta alla settimana (di domenica, ma potrebbe variare a seconda della stagione) ed è piuttosto costosa, ma ne val la pena. L’isola è famosa per l’alto faro di metallo, i serpenti ad anelli, il minuscolo ufficio postale, le spiagge e la bellissima barriera corallina in cui fare snorkeling. Se volete saperne di più e volete vedere più immagini vi suggeriamo di leggere il nostro articolo dedicato all’escursione sull’isola.

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Parc Zoologique et Forestier Michel Corbasson (Parco zoologico e botanico Michel Corbasson)

E’ un parco che funge da riserva protetta per la flora e la fauna terrestre della Nuova Caledonia. Si trova a circa 3 km dal centro città, da dove può essere raggiunto in autobus (la linea 41 fa capolinea proprio davanti all’ingresso), in taxi o con un transfer condiviso. Si viene principalmente per avvistare il cagou, l’uccellino endemico della Nuova Caledonia, dal piumaggio grigio, le ali con la punta a strisce bianche e nere e una graziosa crestina di piume sulla testa che alza soltanto durante i rituali di accoppiamento, tuttavia una volta all’interno si possono ammirare molte altre specie di uccelli, rettili e mammiferi tropicali. La visita del parco è libera e richiede circa un paio d’ore.

E se dovesse piovere? Ecco quindi che la nostra lista continua con una serie di spunti al chiuso.

Aquarium des Lagons (Acquario della laguna)

Si trova nella zona turistica di Nouméa, sul promontorio che divide la baia dell’Anse Vata dalla baia dei Limoni. La visita dura circa un’oretta e si riparte tra una serie di vasche al chiuso divise per aree tematiche (acqua dolce, profondità oceaniche, acque costiere, laguna, etc…), in cui potrete ammirare le bellissime specie marine che popolano le acque della Nuova Caledonia più una vasca all’aperto in cui si trovano enormi tartarughe marine, che potrete osservare da diverse prospettive (frontale, girando intorno alla vasca, e dall’alto). Alcuni totem lignei decorano il piccolo giardino che conduce alla vasca esterna. Il costo dell’ingresso è di 1.500 XPF a persona (circa 12,5 euro). Per maggiori informazioni e per una visita virtuale potete consultare il sito web dell’Acquario.

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Centre Culturel Tjibaou (Centro culturale Tjibaou)

Una tappa imperdibile per chi visita la Nuova Caledonia, una commistione tra stile moderno e tradizionale con il risultato di valorizzare e preservare la cultura delle popolazioni autoctone: il centro intitolato a Jean Marie Tjibaou è divenuto l’emblema della cultura Kanak. La struttura è realizzata con materiali e tecniche all’avanguardia, è composta da 10 padiglioni a pianta circolare la cui forma ricorda le tipiche capanne kanak, progetto ideato dall’archistar Renzo Piano, e si fonde in modo armonioso con l’ambiente circostante. Il centro vuole essere un omaggio alla popolazione Kanak ed è stato fatto costruire nel 1998 per proteggere la loro cultura quasi annientata dai coloni francesi. I padiglioni sono accessibili da un lungo corridoio interno e ospitano mostre permanenti, mostre temporanee, una sala conferenza, una biblioteca, un auditorium, sale per musica/danza/scultura, un bar caffetteria, uffici, un negozio. Ma la visita non si limita solo a questo, infatti un percorso esterno si snoda attraverso il rigoglioso giardino che è stato arricchito con numerose ricostruzioni di capanne, totem lignei e altri oggetti della quotidianità: la maggior parte della loro vita sociale infatti si svolgeva all’aperto e questo vuole esserne un chiaro richiamo. Ritagliatevi mezza giornata per questa visita, la durata infatti dipenderà dalla vostra fame di conoscenza e da quanto vorrete scoprire di questa popolazione attraverso foto, video, ricostruzioni. Vi suggeriamo di portare con voi il pranzo al sacco da consumare in mezzo alla natura nel parco esterno. L’accesso al centro costa 1000 XPF e può essere raggiunto dal centro di Nouméa comodamente in autobus (linea 40).

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Musée de la Nouvelle-Calédonie (Museo della Nuova Caledonia)

Dopo il centro culturale Tjibaou, questo è il secondo posto imperdibile per chi vuole entrare in contatto con la cultura Kanak e con le culture del Sud Pacifico. Come tutti i musei che si rispettano troverete una gran quantità di oggetti di uso quotidiano, statue funerarie, totem lignei, ricostruzione di capanne, abiti…se è la prima volta che vi approcciate alla cultura melanesiana avrete tanti spunti di riflessione e troverete la visita molto interessante. Il museo si sviluppa su due piani, è tutto al chiuso, ma si gira abbastanza velocemente, considerate circa un’oretta. Il biglietto di ingresso costa 500 XPF e l’edificio si trova nel centro città quindi non avrete alcuna difficoltà a raggiungerlo.

Se avete voglia di approfondire il lato culturale o se avrete più giornate di brutto tempo e sarete costretti a ripiegare sui luoghi al chiuso, vi segnaliamo anche il Musée de la Ville, il Musée Maritime e il Musée de la Seconde Guerre Mondiale.

Inoltre non dimenticate di fare una passeggiata nel Centre Ville (il centro città) di Nouméa dove troverete

  • il mercato alimentare Marché Moselle, allestito al mattino nei padiglioni dell’edificio dal tetto blu, vicino al porto;
  • Place des Cocotiers, una piazza con un parco in cui vi è un gazebo che ospita spesso spettacoli e concerti di artisti locali, è qui che gli abitanti di Nouméa si ritrovano;
  • la Cathédrale Saint-Joseph de Nouméa, che domina la città dall’alto e la sua struttura ricorda molto Notre Dame di Parigi;
  • il Quartier Latin, il quartiere che abbraccia la zona del porto;
  • il Quartier Asiatique, vicino a Place de Cocotiers, è composto da una via decorata dalle tipiche lanterne rosse, qui potrete trovare negozi e ristoranti cinesi.

Non c’è un vero e proprio itinerario da seguire, semplicemente perdetevi curiosando tra il dedalo di strade del centro e se volete acquistare qualcosa di veramente tipico entrate in uno dei tanti negozi di gioielli realizzati con la bellissima perla nera del Pacifico.

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Avevamo letto molto sul conto di Nouméa prima della nostra visita, avevamo scoperto il suo soprannome di “piccola Parigi del Pacifico” un po’ per la lingua che vi si parla, un po’ per i raffinati ristoranti francesi e le boutique che vi si trovano. Ci aspettavamo quindi una città sfavillante e sopra le righe e invece quel che abbiamo trovato è stato tutt’altro: Nouméa è timida e riservata, ha il fascino di una tranquilla cittadina coloniale del Sud Pacifico, dove la semplicità e l’umiltà dei suoi abitanti sono un valore aggiunto. Venite a scoprirla con i vostri occhi e a farvi emozionare dalla sua anima introversa.

A presto

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