CAPO NORD – Come raggiungerlo in inverno, perché provarci a volte non basta

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Si sa, visitare Capo Nord è il sogno segreto di ogni viaggiatore. Raggiungere quell’emblematico globo di metallo, toccarlo e scattare una foto ricordo è qualcosa in grado di trasmettere forti emozioni…e i wanderluster possono confermarlo! Perché diciamolo, Capo Nord non è così ambito per quello che potete trovare una volta giunti a destinazione, ma per quel che rappresenta. Soprattutto, non vale tanto la meta, quanto il viaggio per arrivare fin lì. Ma mentre d’estate, momento in cui questo piccolo promontorio è preso d’assalto dai turisti provenienti da tutto il mondo, tutto fila liscio, lo stesso non si può dire per l’inverno. Andare a Capo Nord in inverno significa avere un piede nella fossa e uno nella favola: il vostro obiettivo è lì a portata di mano, ma non è detto che riuscirete ad afferrarlo. Abbiamo fatto tesoro della nostra esperienza e vogliamo condividerla con voi, dal momento che…purtroppo non siamo riusciti a raggiungere Capo Nord in inverno

Capo Nord inverno

Perché allora scriviamo un articolo su Capo Nord in inverno se non siamo nemmeno riusciti ad arrivarci? Perché ci abbiamo provato, ma non ci siamo riusciti. Vogliamo quindi fornirvi tutte le informazioni necessarie e allertarvi su tutte le possibili insidie, in modo che voi possiate fare una programmazione più consapevole della vostra agognata tappa a Capo Nord in inverno e, soprattutto, raggiungerla. 

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Capo Nord inverno

Ma andiamo con ordine.

Tanto per cominciare, sapevate che…
…l’ultimo tratto della strada E69 che conduce a Capo Nord in inverno è chiuso?

“Ma come?”, penserete, “E tutti quelli che hanno postato le loro foto da Capo Nord in inverno come ci sono arrivati fin lì?!?”. Rettifichiamo: è chiusa per buona parte della giornata tranne che in alcuni momenti prestabiliti che sono alle 11 della mattina e alle 19:30 della sera (per la visita in notturna del sito, con la speranza che l’aurora si palesi prima del rientro previsto per le 21:45). 

…l’ultimo tratto della strada E69 che conduce a Capo Nord in inverno può essere percorso soltanto all’interno di un “convoglio”?

Esatto, da soli non potrete andare da nessuna parte, quindi dovrete farvi trovare alla sbarra all’ora dell’apertura e prenderete parte al convoglio, ossia al corteo di auto scortate da spazzaneve in apertura e chiusura e mezzi di sicurezza.  Ah, sappiate che il convoglio non accetta un numero di auto illimitato, quindi cercate di arrivare prima al luogo dell’appuntamento per garantirvi il posto. Sappiate anche che il convoglio non attende i ritardatari, quindi, a maggior ragione, siate puntuali. Infine, il convoglio potrebbe rifiutarsi di scortare auto non adeguatamente equipaggiate. Il punto di incontro del convoglio si trova all’incrocio tra la E69 (la strada che collega Olderfjord a Capo Nord) e la strada per Skarsvåg. Come riconoscerlo? Troverete una piccolissima stazione con una casetta di legno, lo spazzaneve in posizione e la sbarra abbassata a bloccare il transito dei mezzi non autorizzati.

…l’ultimo tratto della strada E69 che conduce a Capo Nord in inverno deve essere percorso con gomme chiodate?

Attenzione, abbiamo detto gomme chiodate, non semplicemente invernali!! Se noleggiate l’auto in una località al di sopra del Circolo Polare Artico normalmente dovrebbero già essere incluse nel pacchetto, ma se volete essere più tranquilli vi converrà richiederle esplicitamente. Ricordate infatti che in generale nelle regioni costiere del Nord Europa servono le gomme chiodate, altrimenti non avrete grip sulle strade ghiacciate in pendenza.

…l’ultimo tratto della strada E69 che conduce a Capo Nord in inverno rimane chiuso se le condizioni atmosferiche non permettono di percorrerlo in sicurezza?

Le tempeste da queste parti sono un fattore da non sottovalutare, vista la velocità con cui si sviluppano e si estinguono. L’ambiente salino e le rigide temperature fanno sì che la neve si trasformi velocemente in ghiaccio. I venti forti poi fanno la loro parte riversando nubi di neve ghiacciata sulla strada. E’ così che condizioni meteo estreme possono rendere proibitiva la percorrenza di questo tratto di strada tortuoso e ripido.

…da Honningsvåg partono diversi autobus diretti a Capo Nord?

Se non siete abili guidatori, o se non vi sentite sicuri a guidare sul ghiaccio o la vostra auto non è equipaggiata nel modo corretto, potreste optare per questa soluzione, comoda e sicura: in inverno non vi toglierà chissà quanta libertà visto che la strada apre soltanto ad orari prestabiliti. Gli autobus avranno il loro convoglio a parte rispetto alle auto (partenza alle 11:30 da Honningsvåg e arrivo alle 12:15 a Capo Nord; rientro alle 13:45 con arrivo a Honningsvåg alle 14:30). Per acquistare i biglietti in anticipo cliccate su questo link.

…l’aeroporto più vicino si trova ad Honningsvåg, a circa 30  km da Capo Nord?

Potreste comodamente atterrare qui e noleggiare un’auto, ma è una soluzione che ci sentiamo di sconsigliare. Innanzitutto perché perdereste il piacere del viaggio on the road lungo i meravigliosi fiordi norvegesi. In secondo luogo perché è un aeroporto piccolo, vi atterranno solo velivoli regionali o ultraleggeri, con la pista d’atterraggio in mezzo alle montagne…ecco, in inverno, durante una tempesta potrebbe essere difficoltoso e pericoloso un atterraggio, soprattutto dopo aver visto l’entità delle tempeste che si scatenano qui!

Ma veniamo a noi, cosa è successo? Perché non abbiamo raggiunto Capo Nord?

Il nostro racconto inizia nella Lapponia finlandese. Avevamo programmato tutto nei minimi dettagli, avremmo raggiunto Capo Nord in giornata muovendoci da Utsjoki, un villaggio al confine tra Finlandia e Norvegia. Partenza alle 6 del mattino, è l’orario giusto per arrivare in tempo al convoglio, tenendo conto delle soste nelle aree di servizio per la colazione e i vari rifornimenti di carburante, perché in queste regioni remote conviene sempre viaggiare con il serbatoio pieno.

Capo Nord inverno

Capo Nord inverno

Giunti a Narvik, sulla costa norvegese, chiediamo al personale della stazione di servizio informazioni sulla viabilità per Capo Nord, come ci aveva saggiamente consigliato la nostra host. Tutto sembra tranquillo, il forte vento che soffia dal mare sembra normale, quindi proseguiamo. Attraversiamo il famoso Nordkapptunnelen di 6875 m, sito 212 m sotto il mare, e quando riemergiamo siamo finalmente sull’isola di Magerøya, l’isola più a Nord dell’Europa continentale, l’isola su cui si trova Capo Nord.

Capo Nord inverno

Sono le 10:30 del mattino e superiamo Honningsvåg in perfetto orario. Il cielo non sembra presagire nulla di buono con quei nuvoloni da tempesta in arrivo. Proseguiamo lungo la E69, incrociamo diverse sbarre, ma finché sono alzate significa che si può procedere, quindi continuiamo in cerca del punto di partenza del convoglio. Ma, per un beffardo scherzo del destino, lo spazzaneve andato in perlustrazione ha lasciato quell’ultima sbarra alzata. Senza rendercene conto imbocchiamo la strada proibita. Le prime curve tutto ok, notiamo che altre macchine sono in marcia, sembra tutto regolare. Nel frattempo le condizioni meteo sembrano peggiorare molto velocemente. Una dopo l’altra le auto iniziano a fermarsi e a girarsi per tornare indietro. Noi non demordiamo perché quella rappresenta l’unica possibilità per noi di raggiungere Capo Nord in quell’occasione. Ma ancora un tornante e si scatena la tempesta perfetta, quella in cui non puoi andare più né avanti né indietro. Violente raffiche di vento scuotono la macchina. Veniamo inondati da nubi di ghiaccio che rendono impossibile vedere al di là del parabrezza e che colpendo il vetro creano depositi di ghiaccio all’istante. Le ruote pattinano sul ghiaccio mentre la violenza del vento impedisce di avanzare: è impossibile superare quel tornante mentre una tempesta ti si scaglia contro. Faticosamente giriamo la macchina, ma tornare indietro è ancora più impegnativo, perché fermare la macchina in discesa è un’impresa ben più ardua del cercare di farla salire. A tratti perdiamo completamente la visibilità della strada, avvolti in violente raffiche di ghiaccio. Fendinebbia e indicatori luminosi sono accessi contemporaneamente, ma nulla possono contro quella tempesta. Siamo praticamente diventati invisibili, se in quel momento fosse sopraggiunto uno spazzaneve ci avrebbe travolti! A passo d’uomo riscendiamo, fermando la macchina in continuazione per evitare di finire fuori strada, sospinti dal vento. Quelle curve che poco prima avevamo guadagnato senza troppa difficoltà ora sembrano così pericolose: è incredibile come il tempo cambi velocemente a Capo Nord (guardate il video per credere)!!! Poco più avanti, le condizioni sembrano migliorare, se non altro si recupera la visibilità. Incappiamo nella sbarra abbassata, quella del punto di ritrovo del convoglio e lì capiamo tutto…ma soprattutto capiamo il perché quella strada non può essere percorsa autonomamente in inverno! Lo spazzaneve è in posizione dall’altro lato della sbarra, passano pochi istanti di incredulità reciproca e poi la sbarra si alza per farci passare. Superato lo spazzaneve, 4 o 5 macchine sono posizionate in attesa della partenza del convoglio…eh già nel mentre si sono fatte quasi le 11! Ci guardiamo, per un istante ci passa per la testa di riaccodarci alle altre auto…ma è stato un pensiero durato davvero una frazione di secondo! Troppo pericoloso raggiungere Capo Nord in quelle condizioni, anzi, siamo pronti a scommettere che il convoglio non partirà. E tiriamo diritto per Honningsvåg. In lontananza, nel percorrere le curve più strette, incrociamo con lo sguardo i lampeggianti rossi dello spazzaneve ancora immobile, eppure le 11 sono già passate…vuoi vedere che nessuno quella mattina ha raggiunto Capo Nord?!

Ed è così che una delle strade più amate e gettonate d’Europa dagli amanti dei viaggi on the road in inverno si trasforma in una delle più pericolose al mondo! La sua conformazione fatta di ripide pendenze, curve, tornanti e strettoie, unita alle instabili condizioni metereologiche, potrebbero renderla totalmente proibitiva. Da questa esperienza possiamo trarre dei consigli, che sono quelli che attueremo noi stessi la prossima volta che tenteremo l’impresa. Primo, assicuratevi che il meteo non dia tempesta per quel giorno, rischiereste di fare solo un viaggio a vuoto, senza contare che girare l’auto a 13 km da Capo Nord per tornare indietro è un boccone ancora più amaro da digerire. Secondo, concedetevi più giorni per portare a termine l’impresa, se dovesse andare male il primo tentativo potreste sempre riprovare la sera o il giorno dopo o addirittura cambiare strategia optando per l’autobus da Honningsvåg. Terzo, equipaggiatevi in modo appropriato, noleggiate un’auto 4×4 con gomme chiodate, su una strada del genere ogni plus può essere d’aiuto. Quarto, non peccate di presunzione, guidate con prudenza, mantenendo il livello di attenzione sempre molto alto.

A presto

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